I sanpietrini a Roma:
storia e curiosità

sanpietrini a roma

A Roma esistono i “serci”, sapete cosa sono? È la versione romanesca per “selci”, i sassi, le pietre meglio note con il nome di sanpietrini, tipica pavimentazione fatta di blocchetti a forma di cubo, estratti dalle cave ai piedi dei Colli Albani e da zone vulcaniche nei dintorni di Viterbo.

sanpietrini a romaCe ne sono di diversi tipi: i più grandi misurano 12×12×18 cm mentre i più piccoli, 6×6 cm, più rari, si trovano in alcuni luoghi storici di Roma, come Piazza Navona. Sotto il pontificato di Sisto V vennero usati per la prima volta nella zona del Vaticano (siamo nel XVI secolo). Poi furono ampiamente utilizzati durante il pontificato di Clemente XII, che nel 1736 li volle sulle strade dei rioni e su Via del Corso. Questi blocchi, infatti, erano migliori degli altri lastricati perché facilitavano il passaggio dei carri.

La denominazione, risalente al 1725, è opera del monsignor Ludovico Sergardi, prefetto ed economo della Fabbrica di San Pietro che, viste le pessime condizioni in cui versava Piazza San Pietro, tali da provocare quasi un ribaltamento della carrozza che trasportava il papa, decise di lastricarla con i caratteristici blocchetti delle zone vulcaniche laziali.

In passato si è anche pensato di venderli ai turisti, ma in molti preferiscono acquistarli da venditori abusivi, rimanendo a loro volta fregati. Sul sito del FAI – Fondo Ambiente Italiano, a questo proposito, si legge: «L’aspetto ironico della vicenda è che i blocchetti trafugati come souvenir sono in realtà dei ‘falsi’: da anni, ormai, le ditte incaricate dal Campidoglio li acquistano in Cina dove, si sa, a copiare sono bravissimi, e sono davvero pochi quelli che ancora provengono dalle cave laziali».

Articolo di Valentina Mariani

Categoria: cultura italiana
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