Parole in quarantena

Il verbo “mancare”

il verbo mancare

Durante il lungo periodo di quarantena, si è avuto il tempo di lasciar decantare pensieri e parole, che sono diventati sostanza delle giornate passate in uno spazio limitato. La parola che, ad un certo punto, si è concretizzata spontaneamente nel soliloquio che ognuno di noi fa dentro di sé, è stata “mancare”. Mi mancavano soprattutto gli amici e i familiari. Potevo certamente parlare con loro per telefono o vederli su uno schermo, però mancava sempre qualcosa: la presenza fisica fatta di sensorialità come abbracciare, scambiarsi dei baci, stringersi le mani, guardarsi negli occhi, sentire gli odori, muoversi nello spazio.

Sono andata allora a cercare nel vocabolario Treccani questa parola, e ho visto che l’impiego che se ne fa è abbastanza esteso.

Qualche nota grammaticale sul verbo mancare:
Nelle frasi che seguono, evidenziate in rosso, il verbo è usato in modo intransitivo e il soggetto si trova quasi sempre dopo (nei tempi composti si usa l’ausiliare “essere”).

Usi e significati frequenti del verbo mancare:

Nel significato di qualcosa che è in quantità o in numero insufficiente, o che non c’è affatto, e che invece dovrebbe esserci: «gli manca la parola», si dice di un animale così speciale che se avesse la parola sarebbe come un essere umano o, anche, di una scultura talmente realistica che sembra viva;

«gli manca un venerdì», «gli manca una (o qualche) rotella», per dire che una persona è un po’ pazza;

in frasi negative, per alludere a qualcosa che c’è o che ci sarà in abbondanza: «non gli manca il tempo, l’ingegno, il denaro»; «non mancherà modo/non mancherà l’occasione»;

con il significato di qualcosa che all’improvviso viene meno, diminuisce o scompare del tutto: spesso si usa l’espressione venire a mancarele forze vennero a mancare»); «gli mancò il fiato»; «si sentì mancare le forze»;

«sentirsi mancare il terreno (o la terra) sotto i piedi»: in senso figurato, si dice per chi si trova inaspettatamente in una situazione insostenibile;

di persona che è assente, lontana da un luogo in cui dovrebbe o potrebbe essere: «domani c’è una riunione importante, ti prego di non mancare»;

in frasi come «mi manchi», «mi sei mancato», «ci mancherai», «ci manca molto», riferite a persona di cui si sente, si è sentita o si sentirà la lontananza;

si usa con la particella pronominale ci nell’espressione colloquiale «ci mancava anche questa!», per parlare di un avvenimento improvviso che viene ad aggiungersi a una serie di cose spiacevoli.

Durante le mie lezioni online ho coinvolto anche gli studenti, chiedendogli di dire e illustrare ciò che a loro maggiormente manca in questo particolare momento. Abbiamo chiamato il risultato dell’attività “Diario di quarantena” e lo abbiamo condiviso sui canali social di Italiaidea.

Testo di Antonella Mantovani
Foto di Esi Grünhagen da Pixabay

Categoria: lingua italiana
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