Omaggio a Dante Alighieri
e a Michelangelo Buonarroti

dante e michelangelo

In Italia il nuovo anno sarà dedicato al poeta Dante Alighieri, per ricordare i 700 anni dalla sua morte. Le celebrazioni, iniziate il 5 settembre 2020, si concluderanno nel settembre del 2021.
Dante Alighieri è noto soprattutto per la sua Divina Commedia, che racconta il destino degli uomini e delle donne dopo la loro morte. Dante era di Firenze e acquisisce il suo carattere appassionato e, allo stesso tempo, intollerante dalla cultura di questa città.
minosseNe condivide il temperamento, tipicamente fiorentino, un altro grande artista: Michelangelo Buonarroti. Sappiamo che Michelangelo studiò l’opera di Dante lungo tutta la sua vita. Tanto che nel 1535, quando iniziò a dipingere nella Cappella Sistina il Giudizio Universale, si ispirò alla Divina Commedia per rappresentare Minosse, il mitico re di Creta, uomo saggio e giusto.
Minosse, nel grande affresco che si trova in basso a destra, è la figura nuda con lunghe orecchie d’asino, avvolta da un terribile serpente che morde i suoi genitali.
Dante, invece, descrive questo personaggio nel Canto V dell’Inferno come ringhioso: con la lunga coda avvolge il suo corpo per indicare il girone dell’Inferno a cui ogni condannato è destinato.
Michelangelo, quindi, enfatizza la mostruosità di Minosse e in più, proprio come faceva Dante nella Divina Commedia, gli dà le sembianze di un uomo che conosceva personalmente: il Maestro delle Cerimonie Biagio da Cesena, noto per essere un violento sodomita (forse proprio per questo l’artista aggiunge il dettaglio del serpente che morde i suoi genitali). Biagio, inoltre, aveva criticato duramente Michelangelo per aver dipinto quasi tutti i corpi completamente nudi. E Michelangelo, che era permaloso, lo avrebbe rappresentato in questo modo per puro risentimento.
Dante descrive così Minosse:

«Stavvi Minòs orribilmente, e ringhia:
essamina le colpe ne l’intrata;
giudica e manda secondo ch’avvinghia.
Dico che quando l’anima mal nata
li vien dinanzi, tutta si confessa;
e quel conoscitor de le peccata
vede qual loco d’inferno è da essa;
cignesi con la coda tante volte
quantunque gradi vuol che giù sia messa».

Articolo di Antonella Mantovani

Categoria: cultura italiana
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