I laboratori di formazione
di Italiaidea: sperimentare, riflettere, fare

laboratori di italiano

Da tempo, a Italiaidea, offriamo laboratori di formazione per insegnanti di italiano L2, ognuno pensato come un modulo indipendente: settimana dopo settimana, ci troviamo per approfondire un diverso aspetto legato all’insegnamento e all’apprendimento di una lingua.
Da quest’anno i laboratori si svolgono anche su Zoom, con un numero di partecipanti limitato e un taglio assolutamente interattivo. In ogni incontro, sotto la guida di noi formatori, si analizzano materiali e attività, si sperimentano tecniche e procedure, si discutono principi alla base delle varie pratiche didattiche e poi si sperimenta ancora, condividendo idee e azioni che possono favorire l’acquisizione di una lingua.
È cruciale per noi, quando ci sediamo a progettare questi laboratori, riuscire a strutturare attività che inducono i partecipanti a vestire i panni dei propri studenti. Offriamo quindi esempi di pratiche collaudate e al tempo stesso un’esperienza metacognitiva significativa, grazie alla quale gli insegnanti sono spinti a ribaltare la prospettiva, attivando quelle strategie affettive, cognitive e di apprendimento che si vogliono innescare negli studenti e confrontandosi con motivazioni e resistenze, difficoltà e suggestioni che determinano il successo di ogni pratica didattica.
Nel laboratorio Leggere, per esempio, abbiamo costruito un percorso fondato sull’esperienza diretta della questione proposta, cioè la comprensione scritta. I partecipanti si confrontano con un testo scritto in una lingua sconosciuta (ma non troppo lontana dall’italiano), “subendo” prima la fase di scaffolding, con cui si costruiscono le aspettative, si abbattono le barriere e si stimola la motivazione, e poi quella di comprensione, secondo un approccio cooperativo che porta l’intero gruppo a “domare” il testo.
In seguito principi, strategie e tecniche didattiche alla base del percorso proposto (scaffolding, lettura esplorativa, strategie cooperative) vengono sviluppati esplicitando alcuni aspetti teorici che li sostengono e infine sono sperimentati dai partecipanti, che progettano in piccoli gruppi un’attività didattica che li preveda.
Sono due ore dense quelle che investiamo in questi laboratori, eppure volano nel fervore dell’attività di formatori e partecipanti; alla fine resta giusto il tempo di tirare le fila e salutarsi, ma si è ancora pieni di energia e voglia di fare.
Il nostro lavoro di insegnanti di lingua italiana ci costringe a ritmi spesso intensi, che finiscono purtroppo per ostacolare la possibilità di confronto, di scambio tra colleghi. Riuscire a ritagliarsi uno spazio per discutere, progettare, rinegoziare quello che avviene nei nostri corsi con persone che condividono con noi l’interesse e la passione per l’apprendimento e la didattica delle lingue sembra quasi un lusso. È quando ci capita di poterlo fare che ricordiamo improvvisamente quanto sia importante, elettrizzante.

Articolo di Filippo Graziani

Categoria: notizie dalla scuola
Leggi l’articolo precedente