Il romanzo storico
L’architettrice

l'architettrice

Il romanzo storico L’architettrice di Melania G. Mazzucco (Einaudi, 2019), è la ricostruzione della vita della prima donna che progetta e costruisce una villa e una cappella a Roma nel 1600: Plautilla Bricci, avviata alla pittura da suo padre, personaggio eclettico e curioso di tutto.
Plautilla, a differenza di lui, dopo un inizio come pittrice di Madonne, sceglie di sfidare il mondo artistico nell’impresa − impossibile per una donna dell’epoca −, di progettare, disegnare e poi realizzare un’opera di architettura.
plautilla bricciIl suo sogno si concretizza quando incontra Elpidio, l’uomo con il quale condividerà la sua vita sentimentale e lavorativa. I due crescono in famiglie che venivano catalogate dal fisco come “comode”, cioè benestanti. Per Elpidio, però, la scalata al successo non sarà veloce, perché la sua famiglia non è né influente né autorevole. Per Plautilla, invece, gli ostacoli maggiori a una personale affermazione come artista sono due: ha un padre geniale ma inconcludente ed è una semplice donna del popolo.
Partendo dalle loro umili origini, i protagonisti proveranno in modo diverso, ma sempre aiutandosi l’un l’altro, a realizzare sé stessi. Elpidio lavora per 25 anni all’ombra del potente cardinale Giulio Mazzarino, e Plautilla studia l’arte per eccellenza: l’architettura.
Pur essendo ambientata a Roma, la storia racconta di riflesso anche un’altra importante città del tempo: Parigi. Roma è il teatro dei papi, dei cardinali, delle famiglie aristocratiche, degli artisti; Parigi dei re e delle loro corti stravaganti e libertine.
Oggi è possibile apprezzare il lavoro di Plautilla Bricci visitando, a Roma, la cappella nella chiesa di San Luigi dei Francesi, che si trova nella navata sinistra accanto alla Cappella Contarelli, dipinta dal grande Caravaggio.
Nel romanzo, Plautilla così descrive la sua costruzione più rilevante: «La cappella di Elpidio godeva di posizione vantaggiosa ma sito infelice: era infatti piuttosto buia… Voglio la chiarità – la luce, tutta d’azzurro e oro. E un soffitto dipinto non basta. Ci dovrà essere una cupola. Sarà come una scena di teatro: chiuderemo l’ingresso con una balaustra, e ci sarà un sipario di stucco, che gli angeli terranno sollevato per permetterci di vedere l’altare».

Articolo di Antonella Mantovani

Categoria: cultura italiana
Leggi l’articolo precedente